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Le condizioni di salute che Irbesartan mira principalmente a trattare includono l’ipertensione persistente, spesso asintomatica ma capace di provocare mal di testa, stanchezza e danni ai vasi sanguigni nel tempo. Se non controllata, l’ipertensione aumenta il rischio di ictus, infarto e insufficienza renale. Oltre ai numerosi effetti sul cuore e sui vasi, Irbesartan è impiegato per proteggere i reni nei pazienti con diabete di tipo 2 che presentano proteinuria, rallentando la progressione della nefropatia diabetica. In breve, si tratta di un farmaco che aiuta a dilatare i vasi e a modulare la pressione, rispettando la funzione renale.

Irbesartan è un farmaco che appartiene alla classe degli antagonisti del recettore dell’angiotensina (ARB). Agisce bloccando l’azione dell’angiotensina II sui recettori AT1, con conseguente vasodilatazione, diminuzione della resistenza vascolare e riduzione della pressione arteriosa. L’effetto si traduce anche in una minore liberazione di aldosterone, con potenziale effetto favorevole sul bilancio idroelettrolitico. Per uso clinico, è disponibile per via orale.

Mediante assunzione regolare, Irbesartan contribuisce a stabilizzare la pressione sanguigna nel tempo e a proteggere la funzione renale nei pazienti con diabete di tipo 2 e proteinuria. Le formulazioni comuni prevedono compresse da assumere una volta al giorno, talvolta da sollevare con o senza cibo. Come per altri ARB, la risposta può variare in base all’età, allo stato di idratazione, ai livelli di potassio e alla funzione renale.

Cos'è l'Irbesartan (breve)

Irbesartan è un antagonista del recettore dell’angiotensina di seconda generazione, che blocca specificamente l’azione dell’angiotensina II sul recettore AT1. Questo meccanismo riduce la costrizione dei vasi, abbassa la pressione arteriosa e modula il rilascio di aldosterone, contribuendo a prevenire l’ipertrofia cardiaca e la disfunzione renale legate all’ipertensione.

Dal punto di vista farmacocinetico, l’assorbimento è adeguato e l’esposizione può variare con il contenuto dello stomaco. Irbesartan viene metabolizzato lievemente dal fegato e si elimina prevalentemente con le feci e, in misura minore, con l’urina. Le formulazioni disponibili sono compresse di dosaggio variabile, somministrate tipicamente una volta al giorno per mantenere livelli stabili nel sangue.

Indicazioni principali sono l’ipertensione essenziale nell’adulto e la nefropatia diabetica in pazienti con diabete di tipo 2 e proteinuria. In alcuni protocolli, può essere considerata anche come opzione in contesti di trattamento combinato, quando la gestione della pressione richiede più farmaci, sempre sotto controllo medico. Non è indicato come antitrombotico o antidepressivo, né sostituisce altre misure di stile di vita.

A cosa serve l'Irbesartan (moderato)

Nell’ipertensione, Irbesartan riduce la pressione arteriosa sistolica e diastolica, contribuendo a diminuire il carico sul cuore e i vessels. Nei pazienti con diabete di tipo 2 e proteinuria, l’uso dell’IRB ha dimostrato di rallentare la perdita di funzione renale associata alla malattia, offrendo una protezione vascolare e renale che va oltre la sola regolazione della pressione.

Si usa spesso come monoterapia o, quando la risposta è insufficiente, in associazione ad altre classi di farmaci antipertensivi, come diuretici o calcio-antagonisti, per migliorare l’efficacia complessiva. Come altri ARB, non comporta una tosse secca come gli ACE inibitori, ma può provocare abbassamenti della pressione, soprattutto all’inizio del trattamento o in presenza di disidratazione.

La scelta terapeutica tiene conto di condizioni cliniche quali l’età, lo stato di idratazione, la funzione renale e i livelli di potassio. Irbesartan non è un diuretico, né un vasodilatatore diretto; agisce modulando il sistema renina-angiotensina per ottenere un effetto stabile nel tempo. La gestione integrata della salute cardiovascolare resta fondamentale, includendo dieta equilibrata, attività fisica e controllo regolare della pressione.

Controindicazioni e precauzioni (dettagliate)

Controindicazioni assolute includono gravidanza o allattamento, ipersensibilità nota all’irbesartan o ad altri ARB, e stenosi dell’arteria renale bilaterale o di un singolo rostro renale non compensato. In tali casi l’uso può provocare danni renali gravi o un peggioramento della funzione renale, motivo per cui non va prescritto.

Precauzioni importanti riguardano l’ipotensione sintomatica, la disidratazione e i disturbi elettrolitici, che possono amplificarsi con l’uso di diuretici o in condizioni di infezione o diarrea grave. Si raccomanda di monitorare funzione renale e livelli di potassio, soprattutto nei pazienti anziani o con diabete, perché l’iperKaliemia può verificarsi con l’uso continuato.

Ulteriori cautela: evitare l’uso in pazienti con insufficienza epatica grave o moderata senza supervisione medica e in bambini piccoli, dove l’efficacia e la sicurezza non sono completamente definite. L’uso in gravidanza è controindicato e, se si verifica una gravidanza, si deve interrompere immediatamente e consultare un medico. In allattamento, la decisione va presa caso per caso valutando rischi e benefici.

Effetti collaterali per frequenza (dettagliati)

Gli effetti più comuni includono capogiri, vertigini, stanchezza, mal di testa e talvolta lieve stanchezza durante i primi giorni di trattamento. Alcuni pazienti riferiscono anche mancanza di energia o sensazione di debolezza, soprattutto se esposti a rapidi cambi di postura.

Tra gli effetti meno comuni si possono osservare iperkaliemia (livelli elevati di potassio), ipotensione sintomatica, mal di stomaco, diarrea o disturbi gastro-intestinali. Alterazioni della funzione renale possono manifestarsi come aumento della creatinina o della depurazione, richiedendo monitoraggio ematochimico periodico.

Effetti rari ma potenzialmente gravi includono angioedema (gonfiore del viso, delle labbra o della lingua con difficoltà respiratoria). Anche reazioni allergiche gravi, derivanti dall’uso prolungato, non possono essere escluse. In caso di sintomi sospetti, è fondamentale contattare immediatamente il medico o rivolgersi al pronto soccorso.

Interazioni con altre sostanze (dettagliate)

Interazioni comuni riguardano la concomitante assunzione di altri antipertensivi o di diuretici: insieme possono potenziare l’effetto ipotensivo, con rischio di vertigini o svenimenti. È essenziale monitorare pressione e potassio durante le fasi iniziali o durante aggiunte terapeutiche.

La combinazione con diuretici risparmiatori di potassio (ad es. spironolattone), integratori di potassio o sale arricchito di potassio può aumentare il rischio di iperkalemia, potenzialmente pericolosa per la funzione cardiaca. Se si sospetta iperkalemia, correggere l’apporto di potassio e controllare le analisi del sangue.

Altre interazioni includono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) che possono ridurre l’efficacia antihypertensiva e peggiorare la funzione renale, e litio, che può aumentare i livelli ematici di litio con potenziale tossicità. È consigliabile informare il medico su tutti i farmaci, compresi quelli da banco e gli integratori, prima di iniziare Irbesartan. In diabetici o pazienti con nefropatia, la combinazione con aliskiren non è consigliata se non sotto stretto controllo medico.

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Esaminato medicalmente da
Luca Rinaldi
Farmacista, Direttore della Farmacia Ospedaliera