

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 50mg | 360 compresse | €0,57 | €203,86 Miglior prezzo | |
| 50mg | 180 compresse | €0,60 | €108,21 | |
| 50mg | 120 compresse | €0,64 | €76,75 | |
| 50mg | 90 compresse | €0,69 | €62,91 | |
| 50mg | 60 compresse | €0,77 | €46,55 | |
| 50mg | 30 compresse | €0,78 | €23,90 | |
| 50mg | 10 compresse | €0,97 | €10,06 | |
| 100mg | 360 compresse | €0,67 | €241,61 Popolare | |
| 100mg | 180 compresse | €0,70 | €127,09 | |
| 100mg | 120 compresse | €0,78 | €93,11 | |
| 100mg | 90 compresse | €0,86 | €76,75 | |
| 100mg | 60 compresse | €0,96 | €57,88 | |
| 100mg | 30 compresse | €1,18 | €35,22 |
Diclofenac è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS) appartenente al gruppo dei derivati diclofenac; esplica attività analgesica e antinfiammatoria principalmente per inibizione della ciclossigenasi (COX) con riduzione della sintesi di prostaglandine. È impiegato principalmente nel trattamento del dolore infiammatorio e dell’algia acuta e cronica, nelle condizioni ortopediche e reumatiche.
Diclofenac è un FANS di uso clinico comune nelle formulazioni orali, topiche e rettali. Le formulazioni orali includono compresse o sospensioni; le formulazioni topiche includono gel, crema o cerotti che permettono un assorbimento locale con minore esposizione sistemica rispetto all’assunzione orale. L’azione farmacologica deriva dall’inibizione non selettiva di COX-1 e COX-2, con riduzione della produzione di prostaglandine infiammatorie.
Dal punto di vista farmacocinetico, l’assorbimento orale è rapido e l’esposizione plasmatica può raggiungere i picchi entro alcune ore, con variabilità interindividua e dipendenza dall’assorbimento gastrointestinale. Il legame proteico è elevato; il metabolismo avviene principalmente nel fegato con glucuronidazione e ossidazione, e l’eliminazione avviene prevalentemente renale. Le formulazioni topiche offrono un effetto mirato all’area interessata, favorendo un profilo di sicurezza differente rispetto alla via sistemica.
Indicazioni primarie includono il trattamento del dolore acuto di origine muscolo-scheletrica, lombalgia, contracture, contusioni, distorsioni e dolore postoperatorio. In condizioni infiammatorie croniche come osteoartrite e artrite reumatoide, il diclofenac riduce dolore, rigidità articolare e tumefazione correlati all’infiammazione. In spondilopatie può contribuire al controllo sintomatico della dolorabilità e della limitazione funzionale.
Nell’ambito delle condizioni ginecologiche, il diclofenac è impiegato nel trattamento della dismenorrea primaria per ridurre la gravità del dolore mestruale. In ambito odontoiatrico o traumatologico, è utile per controllare il dolore acuto post-operatorio o dopo lesioni. Alcune linee guida permettono l’uso in attacchi acuti di cefalea o emicrania, talora in associazione ad altre terapie analgesiche, tenendo presente il profilo di tollerabilità gastrointestinale e renale. L’uso in gravidanza è limitato e deve essere valutato con attenzione quando possibile, soprattutto oltre le prime fasi della gestazione.
Il diclofenac esercita la sua azione principalmente tramite inibizione non selettiva delle isoze COX-1 e COX-2, con diminuzione della sintesi di prostaglandine come PGE2, mediatori chiave dell’infiammazione, del dolore e della febbre. La ridotta produzione di prostaglandine attenua la sensibilizzazione nocicettiva e la risposta infiammatoria, determinando sollievo sintomatico. Le formulazioni orali offrono un effetto sistemico adeguato a dolore diffuso o articolare, mentre le formulazioni topiche consentono un'azione locale con minore esposizione sistemica in linea di principio.
La scelta della formulazione si basa sul tipo di dolore, sull’area interessata e sul profilo di sicurezza del paziente. Il rischio di eventi avversi gastrointestinali, renali o cardiovascolari è una considerazione chiave nella gestione terapeutica, specialmente nei pazienti anziani o pluripatologici. Le differenze tra formulazioni riflettono anche differenze di onset e durata dell’effetto, con un maggiore controllo sintomatico mirato nelle presentazioni topiche.
Gli effetti avversi più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale: dispepsia, dolore gastrico, nausea e, in alcuni casi, gastrite o ulcera peptica; l’uso prolungato o ad alte dosi aumenta il rischio di complicanze GI. Può verificarsi ritenzione idrica, edema, ipertensione e alterazioni della funzione renale; questi rischi sono evidenziati nei pazienti anziani o con compromissione renale, cardiaca o epatica. Raramente possono presentarsi reazioni cutanee, eritemi o reazioni di ipersensibilità.
Controindicazioni principali includono ulcera peptica attiva, sanguinamento GI, insufficienza renale severa o grave patologia cardiaca preesistente. L’uso concomitante di altri FANS o di anticoagulanti può aumentare il rischio di sanguinamenti o ulcerazioni. In gravidanza, l’uso sistemico è generalmente sconsigliato, in particolare nel terzo trimestre, salvo indicazione specifica da parte di un medico specialista. È essenziale monitorare la funzionalità renale ed evitare dosaggi superiori a quanto prescritto, soprattutto in popolazioni vulnerabili.
La dose orale tipica negli adulti è di 50 mg due o tre volte al giorno, con un massimo raccomandato di circa 150 mg al giorno; alcune formulazioni a rilascio o a diversa via di somministrazione prevedono schemi equivalenti adeguati al profilo di efficacia e tollerabilità. Per il dolore acuto o intenso postoperatorio, possono essere impiegate dosi singole di 75 mg o brevi cicli di trattamento, secondo la valutazione clinica e la tollerabilità. Le formulazioni topiche (gel o cerotti) si applicano sull’area interessata, tipicamente da 2 a 4 g di gel da utilizzare 2–4 volte al giorno, rispettando i limiti di superficie trattata e la durata raccomandata del trattamento.
Note pratiche includono assunzione preferibilmente con cibo per ridurre disturbi gastrointestinali, monitoraggio della funzione renale in soggetti a rischio e attenzione alle possibili interazioni farmacologiche con anticoagulanti, diuretici o corticosteroidi. Per i pazienti anziani o con storia di patologie GI o renali, si privilegia la formulazione a minore esposizione sistemica e la durata di trattamento inferiore al necessario. Le istruzioni di dosaggio vanno sempre personalizzate dal medico o dal farmacista in base a età, comorbilità e concomitanti terapie.
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