

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 10mg | 360 compresse | €0,81 | €322,98 €290,68 Miglior prezzo | |
| 10mg | 180 compresse | €0,92 | €183,95 €165,56 | |
| 10mg | 120 compresse | €1,05 | €140,42 €126,38 | |
| 10mg | 90 compresse | €1,16 | €116,54 €104,89 | |
| 10mg | 60 compresse | €1,29 | €85,65 €77,08 | |
| 10mg | 30 compresse | €1,55 | €51,95 €46,75 | |
| 10mg | 10 compresse | €1,90 | €21,05 €18,95 | |
| 20mg | 180 compresse | €0,91 | €182,55 €164,29 | |
| 20mg | 120 compresse | €1,00 | €133,40 €120,06 | |
| 20mg | 90 compresse | €1,11 | €110,93 €99,83 | |
| 20mg | 60 compresse | €1,14 | €75,82 €68,24 | |
| 20mg | 30 compresse | €1,39 | €46,33 €41,70 | |
| 40mg | 360 compresse | €1,29 | €513,97 €462,57 Popolare | |
| 40mg | 180 compresse | €1,35 | €271,02 €243,92 | |
| 40mg | 120 compresse | €1,52 | €202,21 €181,99 | |
| 40mg | 90 compresse | €1,69 | €169,91 €152,92 | |
| 40mg | 60 compresse | €1,74 | €116,54 €104,89 | |
| 40mg | 30 compresse | €2,17 | €73,01 €65,71 |
Omeprazolo è un inibitore della pompa protonica (PPI) che blocca l'enzima H+/K+-ATPasi nelle cellule parietali, riducendo la secrezione di acido gastrico. Viene impiegato principalmente per il trattamento del reflusso gastroesofageo, delle ulcere peptiche e di sintomi legati all'iperacidità.
Omeprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica. Agisce in modo irreversibile, inibendo l'enzima responsabile della secrezione di acido nello stomaco e determinando una riduzione durevole dell'acidità gastrica. Dopo assunzione orale, si raggiungono livelli plasmatici mediamente entro 1–2 ore; l'effetto terapeutico riflette l'inattivazione temporanea della pompa, che richiede una sintesi delle pompe nuove per tornare all'attività normale.
Le formulazioni disponibili includono capsule rigide e sospensione orale. Per ottimizzare l'efficacia, è comune assumere il farmaco circa 30 minuti prima dei pasti, seguendo la posologia prescritta dal medico. L'uso prolungato va valutato attentamente, poiché la riduzione continua di acido può modificare l'assorbimento di altri farmaci e l'equilibrio digestivo.
Lo scopo principale è controllare i sintomi e favorire la guarigione di lesioni gastriche ed esofagee dovute a iperacidità. È efficace nella gastrite da reflusso, nell'esofagite erosiva e nelle ulcere peptiche, sia in condizioni acute sia in cicli di trattamento mirati. In alcune patologie, come la sindrome di Zollinger-Ellison, può essere impiegato per ridurre un'eccessiva secrezione di acido, sotto stretto controllo specialistico.
In pratica clinica, l'Omeprazolo può essere usato per terapia associata a infezioni da Helicobacter pylori, in combinazione con altri farmaci specifici, in regime di cura definito dal medico. È essenziale seguire la durata del trattamento e le indicazioni di sospensione o riduzione, per evitare recidive o effetti indesiderati legati a un uso prolungato senza necessità.
Controindicazioni assolute includono ipersensibilità nota all’Omeprazolo o ad altri benzimidazolo derivati. In questi casi è fondamentale evitare l’assunzione e consultare il medico per alternative terapeutiche.
Precauzioni rilevanti riguardano la funzione epatica: in presenza di malattia grave o instabile del fegato è consigliabile monitorare attentamente la clearance farmacologica e adeguare la dose. L’uso prolungato di PPI è associato a ipomagnesemia, spesso asintomatica all’inizio; in pazienti vulnerabili o in terapia prolungata va valutato il controllo ematico e, se necessario, integrato con magnesio. Si deve considerare anche un possibile deficit di vitamina B12 con uso esteso nel tempo, poiché l’assorbimento può risultare compromesso.
Durante la gravidanza e l’allattamento, l’uso di Omeprazolo va valutato caso per caso: il beneficio per la madre deve superare i potenziali rischi per il feto o per il lattante; in gravidanza si richiede prescrizione medica attenta e monitoraggio. Nei neonati e nei bambini va adeguata l’indicazione, adattando dosi e durata al profilo clinico. Nei pazienti anziani, la ridotta funzione renale ed eventuali comorbidità richiedono sorveglianza più accurata per evitare interazioni o complicazioni metaboliche.
Un avvertimento importante è la possibilità di confondere i sintomi associati a un possibile cancro gastrico con quelli da reflusso; quando i sintomi peggiorano o non rispondono al trattamento entro poche settimane, è necessaria una valutazione diagnostica per escludere condizioni più gravi.
Effetti comuni (frequenti) includono mal di testa, nausea, diarrea e dolore addominale; può comparire anche mal di stomaco o flatulenza. Alcuni pazienti riferiscono insonnia o irritabilità transitoria durante le prime settimane di trattamento.
Effetti meno frequenti (ma possibili) comprendono vertigini, secchezza delle fauci, eruzioni cutanee lievi o prurito; occasionalmente si osserva la gastrite associata a infezione da Clostridioides difficile durante o dopo l’uso, soprattutto se protratto. In rari casi si riportano sintomi di malassorbimento come anemia megaloblastica, alterazioni del gusto o denti sensibili.
Effetti rari ma rilevanti includono reazioni cutanee gravi, insorgenza di epatite oitotoxicità e, con esposizione lunga, possibili infezioni respiratorie; si tenga presente che alterazioni elettrolitiche come ipomagnesiemia possono emergere soprattutto in regimi prolungati o in associazione con altri farmaci. In caso di sintomi insoliti o persistenti, consultare immediatamente un professionista sanitario.
Omeprazolo può interferire con l'assorbimento di farmaci la cui solubilità dipende dall'acidità gastrica, come alcuni antifungini o integratori a base di ferro o calcio. Inoltre, l'inibizione dell’enzima CYP2C19 può modulare i livelli di altri farmaci metabolizzati tramite questa via, con potenziale incremento o diminuzione di efficacia o tossicità.
Una delle interazioni più rilevanti è con il clopidogrel: l’omeprazolo può ridurre la conversione in metabolita attivo, potenzialmente diminuendo l’antiaggregazione e aumentando il rischio di eventi ischemici. Per questa ragione, in pazienti ad alto rischio cardiovascolare, il medico può preferire alternative o monitoraggi specifici. Rischi simili emergono con warfarin, diazepam, phenytoin e alcuni farmaci antireumatici; è quindi essenziale riferire al medico l’elenco completo dei farmaci prima di iniziare o modificare l’uso di Omeprazolo.
In presenza di malattia renale o epatica, è utile una rivalutazione della dose e della frequenza di assunzione, poiché la farmacocinetica può essere alterata. Per quanto riguarda l’assorbimento concomitante con antacidi, la gestione tipica prevede l’assunzione a distanza di tempo: l’antacidità può essere spostata in momenti diversi dalla somministrazione di Omeprazolo per minimizzare interferenze.
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