| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
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| 500mg | 360 compresse | €0,39 |
€157,70
€141,93
Miglior prezzo
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| 500mg | 240 compresse | €0,43 |
€115,45
€103,91
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| 500mg | 180 compresse | €0,46 |
€91,51
€82,36
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| 500mg | 120 compresse | €0,49 |
€66,17
€59,55
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| 500mg | 90 compresse | €0,53 |
€53,49
€48,15
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| 500mg | 60 compresse | €0,54 |
€35,19
€31,67
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| 500mg | 30 compresse | €0,58 |
€19,70
€17,73
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| 850mg | 360 compresse | €0,54 |
€218,25
€196,42
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| 850mg | 240 compresse | €0,57 |
€152,06
€136,86
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| 850mg | 180 compresse | €0,61 |
€121,08
€108,98
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| 850mg | 120 compresse | €0,67 |
€90,11
€81,10
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| 850mg | 90 compresse | €0,72 |
€71,80
€64,62
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| 850mg | 60 compresse | €0,79 |
€52,09
€46,88
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| 850mg | 30 compresse | €0,84 |
€28,15
€25,33
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| 1000mg | 360 compresse | €0,87 |
€349,20
€314,28
Popolare
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| 1000mg | 240 compresse | €0,90 |
€239,37
€215,43
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| 1000mg | 180 compresse | €0,95 |
€190,08
€171,07
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| 1000mg | 120 compresse | €1,01 |
€135,17
€121,65
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| 1000mg | 90 compresse | €1,06 |
€107,00
€96,30
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| 1000mg | 60 compresse | €1,12 |
€74,62
€67,16
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| 1000mg | 30 compresse | €1,27 |
€42,23
€38,01
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Metformina è una biguanide antidiabetica orale. Agisce principalmente inibendo la gluconeogenesi epatica e aumentando la sensibilità insulinica nei tessuti periferici; è indicata come trattamento di prima linea nel diabete mellito di tipo 2.
Metformina è disponibile in formulazioni a rilascio immediato e a rilascio prolungato, somministrate per via orale. La biodisponibilità relativa si aggira intorno al 50–60% e i picchi plasmatici si osservano entro 2–3 ore per le preparazioni IR; le forme XR presentano una liberazione graduale con profilo di assorbimento prolungato. Metformina non è metabolizzata in modo significativo e viene escreta inalterata per via renale.
Questo principio attivo è impiegato in adulti con diabete tipo 2, spesso in associazione a dieta ed esercizio fisico, sia come monoterapia sia in combinazione con altri ipoglicemizzanti orali o insulina. Nei pazienti pediatrici con diabete di tipo 2 e in alcune condizioni correlate all’iperinsulinemia, la metformina è approvata/Kriteri di indicazione specifici. L’uso nel PCOS è descritto in letteratura clinica per modulare l’iperinsulinemia, migliorare l’ovulazione e attenuare manifestazioni androgeniche, in particolare in donne con obesità o resistenza insulinica.
Indicazioni primarie: trattamento di prima linea nel diabete mellito di tipo 2 in adulti, da somministrare in combinazione con una dieta appropriata ed esercizio fisico. Nella gestione del diabete sedentario o in sovrappeso è utile per ridurre la produzione gromica epatica di glucosio e migliorare l’uso del glucosio da parte dei tessuti. Nei bambini di età ≥10 anni con diabete di tipo 2, la metformina è una opzione terapeutica consolidata, spesso preferita quando la monoterapia non raggiunge gli obiettivi glicemici.
Indicazioni secondarie: nel trattamento del PCOS, la metformina è impiegata per modulare l’iperinsulinemia, migliorare l’ovulazione e talvolta favorire una perdita di peso moderata. Può essere considerata in contesti di resistenza insulinica associata a obesità, quando le terapie causali sono inappropriate o inefficaci. Non va impiegata per diabete tipo 1 o acidosi. In gravidanza, l’uso va valutato caso per caso; in generale si privilegia una gestione multidisciplinare e si tenga conto delle linee guida locali. L’uso terapeutico in prediabete non è universalmente autorizzato, ma può essere considerato in soggetti ad alto rischio con obesità o età inferiore, previa valutazione individuale.
La metformina agisce prevalentemente riducendo la gluconeogenesi dall’ossalacetato e da precursori non glucidici nel fegato, con conseguente diminuzione della produzione endogena di glucosio. Inoltre, stimola l’AMP-activated protein kinase (AMPK), modulando il metabolismo energetico e aumentando la sensibilità all’insulina nei tessuti muscolari e adiposi. Un effetto minore ma clinicamente rilevante è l’inibizione dell’assorbimento intestinale di glucosio e il miglioramento dell’utilizzo periferico del glucosio. Questi meccanismi combinati producono una riduzione clinica della glicemia a digiuno e postprandiale, senza provocare ipoglicemia marcata quando somministrata da sola.
Il profilo farmacologico comporta anche effetti sulla lipidemia e sul metabolismo energetico, con potenziali benefici metabolici aggiuntivi. L’azione è indipendente dall’assorbimento di insulina endogena; per tale motivo la metformina non provoca aumento di secrezione insulinica e non causano ipoglicemia in assenza di co-terapie ipoglicemizzanti.
Gli effetti avversi più comuni sono di tipo gastrointestinale: flatulenza, nausea, alterazioni del transito e diarrea, generalmente transitori e dose-dipendenti. Per minimizzarli, spesso si inizia con dose ridotta e si incrementa gradualmente durante le prime settimane di trattamento, preferibilmente con pasti.
Una complicanza rara ma potenzialmente grave è l’acidosi lattica, verificabile soprattutto in presenza di insufficienza renale, epatica o alcolismo, durante situazioni di ipossia o interventi chirurgici; per questa ragione è essenziale monitorare la funzione renale e sospendere temporaneamente la terapia in condizioni di disidratazione o manipolazioni radiologiche con mezzo di contrasto iodato.
Una carenza di vitamina B12 è stata associata a uso protratto di metformina; si raccomanda monitorare i livelli di B12 in pazienti a lungo termine. Controindicazioni includono insufficienza renale grave (eGFR <30 mL/min), acidosi metabolica, malattie epatiche gravi e condizioni di ipossia o disidratazione marcata. L’uso in gravidanza va valutato caso per caso, bilanciando rischi e benefici; non è controindicato di per sé, ma è richiesto un controllo rigoroso.
La posologia tipica in adulti è 500 mg una o due volte al giorno con pasti, con incremento graduale di 500 mg a settimana fino a obiettivo di 1500–2000 mg/die (in IR) oppure 1000–2000 mg/die in XR, a seconda della tollerabilità e del profilo glicemico. La forma XR è spesso preferita per favorire l’aderenza e ridurre gli effetti GI. Nei pazienti anziani o con ridotta funzione renale, occorre una valutazione accurata e una dose iniziale più conservativa.
Controlli renali: evitare l’uso in pazienti con eGFR <30 mL/min; in eGFR 30–45 mL/min si può considerare una riduzione della dose e un monitoraggio stretto; in pazienti con eGFR >45 mL/min il dosaggio standard può essere mantenuto con cautela. In chirurgia o esami radiologici con mezzo di contrasto iodato, la sospensione temporanea di metformina è indicata e la ripresa va negoziata in base al recupero renale.
Interazioni: l’ipoglicemia è più probabile quando la metformina è associata a secretagoghi delle cellule β o all’insulina. L’alcol può aumentare il rischio di acidosi lattica. Alcuni farmaci (ad es. alcuni antiacidi, cimetidina) possono influire sull’assorbimento o sull’eliminazione. L’uso concomitante di contrasto iodato richiede cautela e interruzione temporanea della terapia. Prima di intraprendere terapie o procedimenti che alterino la funzione renale o l’ossigenazione, consultare sempre il medico o farmacista di riferimento.
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